domenica 13 settembre 2009

Year One

Great! Everything based on a brillant screenplay. Nice work. Don't even think about watching this if you like movies with something resembling a plot. More kind of a non-sense one...

mercoledì 9 settembre 2009

Observe and Report

I'm not gonna give any rating to this movie. I laughed a little too, but...
Probably the saddest movie you're gonna watch in your entire life.
Also, this movie should be forbidden to people under 18...

mercoledì 11 marzo 2009

Barcelona...

Propongo qui un messaggio inviato ad alcuni amici in previsione di un viaggetto a Barcellona. Il seguente non ha nessuna pretesa di completezza, ma potrebbe magari tornare utile a qualcuno. I prezzi risalgono al 2007(?)

Cari Amici,
Questa sera, con l'aiuto della mia dolce metà, ho recuperato informazioni sulle principali attrazioni culturali di Barça. Ve le elenco qui di seguito con brevi considerazioni. Buona lettura!

Fondazione Miro'. Si tratta di un museo che raccoglie numerose opere dell'ultimo Miro'. Il prezzo era (nel 2006) un po' esagerato rispeto al materiale esposto: 7.20€. Ecco un assaggio della sublime arte del suddetto

Museo di Picasso. Raccoglie alcune opere non imprescindibili di Picasso. Sconsigliabile, data la scarsa notorietà delle opere presenti e la insufficiente cura nella presentazione. Prezzo non pervenuto.

Sagrada Familia. Mirabolante impresa (in corso) del maestro Gaudi'. Superlativa anche dall'esterno, richiede obbligatoriamente una visita a chi non c'e' mai stato. Il costo del biglietto è di 8€.

Museo di Arte Contemporanea di Barcellona (MACBA). Forse il mio preferito. Oltre ad essere architettonicamente esemplare, ospita una vasta collezione di opere di artisti contemporanei importantissimi, tra i quali Lucio Fontana e Ad Reinhardt, cui appartiene codesto
Costo 7€, guida e accesso a esposizioni temporanee incluse.

Casa Bauhaus di Mies Van de Rohe. Eccezionale casa "smontabile" funzionalista del Maestro Mies. Costo 3.5€. Da vedere, almeno da fuori :-)

Museo Nazionale di Arte Catalana (MNAC). Il museo ospita opere dei maggiori artisti spagnoli per lo piu' dal 1000 al 1800. Una bella spada nel c*lo insomma. Piuttosto, con ingresso distinto ma nello stesso complesso, si possono trovare eccezionali esposizioni temporanee. Vale la pena di passare per vedere cosa offre. Prezzo indicativo per le temporanee: 5€

venerdì 14 novembre 2008

Aspire One. Odissey

Circa 10 giorni fa ho acquistato un magico acer aspire one in versione con disco ssd da 8 GB.
In questa manciata di dozzine di ore il sottoscritto ha avuto modo di, più o meno nell'ordine:

  1. - sbloccare Linpus, il sistema operativo in dotazione castrato ad hoc da acer. “Non mi basta, yum mi uccide e fedora ammazza la mia fantasia”
  2. - installare Ubuntu 8.10. “Ammazza' che lento. Via alle ottimizzazioni”
  3. - ottimizzare le impostazioni di Ubuntu e delle sue applicazioni di modo di massimizzare le prestazioni del modestissimo intel atom e della sua vecchiarda amica chipset (si, oggi, solo per voi, chipset 945 è una donna, una dannata donnona datata). “Whe', ma questo va ancora troppo lento!!”
  4. - sovrascrivere Ubuntu con una Xubuntu, vai mai a vedere che quella X sta proprio per Xtra leggero. “Ma! è uguale a prima! solo più brutto causa xfce. Rivoglio Gnome!!”
  5. - pensare di tornare a Linpus... “Dovrei creare la penna USB di ripristino... credo proprio che NON lo farò”
  6. - ri-sovrascrivere Xubuntu con il solito Ubuntu in un momento di nostalgia verso le compiz già pronte all'uso (che per l'appunto fanno anche fare una gran figura al piccoletto)
  7. - provare a passare sopra a tutto con una mini distro di linux. In particolare con ThinMe, che lo introduceva al fantagoloso mondo di PCLinuxOS! “Yeah, questa è la distribuzione che fa per me: solo 150MB di immagine. Girerà a bomba!!”
  8. - rinunciare a passare sopra a tutto con una mini distro di linux. “MiniDistro = No Driver For Whatever Da Fuck Your Hardware Is”
  9. - installare PCLinuxOS, fratello maggiore della precedente candidata e distribuzione a se stante.
  10. - ammirare la raggiante rapidità del sistema operativo in uso. “Che mi venga un colpo! Questa è roba che scotta!”
  11. - ammirare la fulgida inadempienza del gestore di pacchetti.
  12. - ammirare la stratosferica assenza di supporto per qualsivoglia problema relativo a questa velocissima distro. “Ecco cosa succede a scegliere distro ancora troppo giovani”
  13. - Considerare l'eventualità di cassare PCLinuxOS, seppur a malincuore “Sigh, e quando la trovo più una distro così veloce”
  14. - pensare a debian. “E addio ai problemi delle dipendenze in stile RPM”
  15. - pensare ai progettisti debian che nel 2008 propongono un installazione da 20 (venti) CD, o, a scelta 4 (quattro) DVD. Vai mai a vedere che ti trovi col pc in un bunker privo di connettività wi-fi e non puoi scaricare il tuo programma preferito. Davvero geniale.
  16. - abbandonare l'idea di debian in favore di openSuse dopo diversi tentativi falliti di installazione a partire da mini iso debian.
  17. - preparare una decina di volte la penna usb per l'installazione di openSuse fallendo di volta in volta per un u motivo diverso. “Sento che questa è la volta buona...”
  18. - lasciare acceso il netbook tutta la notte per eseguire l'installazione via network
  19. - Svegliarsi la mattina e scoprire che l'installazione è andata in blocco al 2% perchè l'installer openSuse non è "riuscito a scaricare un pacchetto". “Brutto figlio di...”
  20. - addormentarsi con l'idea che anche la seconda installazione è fallita, questa volta però quando si trovava al 32%, dopo circa 4 ore di download/installazione/download/installazione/download/installazione/download/installazione/download/installazione/download/installazione/download/installazione. Ancora la storia del pacchetto (un altro però, a dimostrare l'insensatezza dell'interruzione)“No, dico, ma saltalo quel fottuto pacchetto se proprio non riesci a tirarlo giù. Cribbio (direbbe il cavaliere, esperto di software open source)! Se becco il responsabile di tutto questo io...”
  21. - installare infine una openSuse con kde 3.5 da immagine DVD. “Bella è bella... ma non sarà mai veloce come... yhauuahahha (corre via piangendo)”
E adesso per almeno 24 ore il sistema operativo rimane questo :-)

lunedì 1 ottobre 2007

Un'Impresa da Dio

Per chi va di fretta: il giudizio espresso dalle righe che seguono, a proposito del film in oggetto e' negativo.

Per chi ha cinque minuti cinque: Evan Almighty è uno di quei film durante la cui visione lo spettatore si domanda se ne sia davvero valsa la pena...

  1. ... di impiegare il proprio prezioso tempo nella visione di un film che non fa riflettere, non fa ridere (abbastanza), non impressiona in quanto ad effetti speciali, non fa fantasticare (vedi punto 3) e ,per di piu', non
    intrattiene neppure vostro figlio di 8 anni, perche' quei dannati animali non parlano e sono tutto meno che simpatici;
  2. ...di spendere i soldi del biglietto per finanziare un film che, con lo stesso budget del primo Spider-Man (vi è piaciuto? si'? no? non è questo il punto, converrete con me che gli effetti visivi erano apprezzabili) riesce a sembrare una produzione a basso costo (potevano comprare almeno un pacchettino di effetti per le inondazioni, accipicchia!);
  3. ...di fare un sequel per il film Una settimana da Dio... Mi spiego: il vero potere di intrattenimento del suddetto era basato INTERAMENTE sul fatto che ad un mortale venissero conferiti poteri divini illimitati. Di qui il pensiero del pubblico (medio, per carita', gli intellettuali neppur contemplano tanto aberrante desio): "che bello sarebbe avere tutti quei superpoteri! Si', superpoteri, niente di trascendentale, alla faccia di dio (maiuscolo?) e dell'immancabile (e d'altronde indispensabile, che fai, disturbi il Pezzo Grosso e poi non lo ringrazie neanche per lo sballo procurato?) morale a seguire. In questo sequel il povero Evan è completamente a corto di poteri biblici ed ha l'unico privilegio di avere un grande soprannome (Wirdo with Beardo nella versione americana).
Da qui le mie perplessita':
  • lo scopo del film sembra davvero quello di aprire gli occhi all'uomo metropolitano che ha perso di vista il vero valore delle cose e che, ormai, non prega neanche piu' (figuriamoci!). Ma allora tanto valeva, lo scrivo senza ironia, far su (da making up) un bel colossal sull'arca di Noè con tanto di ricostruzione dei costumi e dei luoghi che la bibbia (maiuscola?) ci ha tramandato, no?
  • La componente divertimento tocca davvero soglie inferiori preoccupanti, e il sentimento preponderante dello spettatore sara' quello di compassione per il povero protagonista contro il quale dio scaglia i suoi animali selvaggi. Quanto è peggio il film nella sua sostanza è assai lontano da qualsiasi religione e somiglia piu' ad una maldestra propaganda ambientalista con sprazzi di richiamo ai sacri valori della famiglia.
Tralasciando la produzione e la trama, e gli effetti speciali, e la propaganda ambientalista, e il polpettone moralista che alla fin fine ci viene puntualmente rifilato, e la grottesca blasfemia della rappresentazione di dio, e la scarsa comicita' della sceneggiatura, la prestazione dei vari attori varia dal bho! al mha! passando per il Ehh?! della nostra carissima mamma per amica, che senza il suo catalogo di faccine da telefilm sembra perdere il suo fascino (di MILF). Unica eccezione il sempre smagliante Steve Carell, che non si risparmia da torture corporali senza controfigura (si ri-veda la ceretta del suo andy in 40 anni vergine) pur di strapparci un sorriso (dalle martellate sulle mani alle cadute da 2/3 metri passando per la cura del naso - chi vedra' capira') e ci porta sempre l'allegria col suo volto multiforme (voleva essere un complimento).
Menzione speciale e stellina nera della disapprovazione per il ruolo dell'assistente-di-colore-che-viene-dal-ghetto di Evan, che parla in slang, perche' è nera (mi sembra ovvio), e ci fa tanto ridere perche' è sboccata e parla strano. Complimenti!

Note sulla recensione: La recensione è riferita alla versione in lingua originale del film. Quella in italiano non puo' che essere peggio...
Lauren Graham, la mamma che tutti vorremmo avere per amica, o meglio la madre della nostra amica che tutti vorremmo avere, qui affianco nella foto.
Il personaggio principale del film, interpretato da Steve Carell, si chiama Evan.

lunedì 3 settembre 2007

Come scegliere il nuovo servizio di piatti



Dovete comperare un nuovo set di piatti per la vostra cucina, ma state per farvi abbindolare dalle prime stoviglie di forma vagamente lontana dalla circolarita' classica e dagli arabeschi sui bordi. Fermi!
Prima di rovinare i vostri prossimi (365*4+1+12=)1200 e piu' pranzi, ecco alcuni suggerimenti atti alla buona permanenza degli stessi (i piatti nuovi e i pranzi) sulle vostre tavole:

  1. Non trascurate la componente PESO, sinceratevi che i piatti da voi scelti non siano troppo pesanti ne' esageratamente poco massicci. nel primo caso le vostre braccia potrebbero a lungo andare risentirne, e presto, inconsciamente potreste finire a optare, nella possibilita' di scelta, per le stoviglie che vi hanno regalato 15 anni fa in occasione del vostro primo matrimonio; nel secondo caso potreste accorgervi di aver messo troppa forza nel sollevare il piatto dal vassoio nell'avvertire lo scroscio dei cocci dello stesso infrantosi sul soffitto in una pioggia di ceramica. Per carita', l'effetto non è neanche male... Comunque sappiatevi regolare.
  2. Accertatevi che la COLORATURA dei piatti sia salda e indelebile. Spesso un bel piatto si rovina dopo due forchettate appena un po' piu' vigorose del necessario e quel che vi resta è un piatto zebrato, improponibile nelle grandi occasioni, ma pure esteticamente irritanti anche per i palati meno fini.
  3. Per i piatti fondi: verificate che il BARICENTRO di questi ultimi sia adeguatamente basso. Ok, vi sento gia': "Cosa significa baricentro?", "Cosa significa adeguatamente basso?", "Cosa significa piatto fondo?", "Cosa significa "Cosa significa?"?". Rispondero' nell'ordine: vuol dire che il piatto non tende a capovolgersi, rovesciarsi, rovesciarvisi(addosso), flippare(termine per il cui significato rimando ad un post futuro), e simili, ma anche quando mangiate la minestra col cucchiaione rimane saldamente ancorato al piatto piano, perche' la massa del piatto è maggiormente concentrata verso la base e non è distribuita omogeneamente su tutto l'utensì(i accentata)le. [e questa valeva come risposta alla prima e alla seconda domanda]. State leggendo il post sbagliato. [risposta alla terza domanda]. Che cosa volete da me? [risposta alla quarta domanda].
  4. Assicuratevi che la FORMA dei Vostri piatti non strida con la predisposizione della Vostra lavastoviglie! Certo, lavare a mano le stoviglie ne preserva la bellezza, ma, diciamocelo, valeva davvero la pena di comprare dei piatti a forma di falco indiano?
E' tutto. Non ringraziatemi, è dovere di chi è informato informare (nel senso di formare dentro).

giovedì 30 agosto 2007

Work in Progress

Come da soggetto